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sabato 9 novembre 2013

My Book Boyfriend #19 - Justin March


Non è passato neppure un...
No.
È passato appena appena un mese dalla pubblicazione del My Book Boyfriend su Archer Cross, della trilogia di Hex Hall, e la vostra Isa torna a cavallo del suo destriero bianco (sono cliché, io) per presentarvi un altro, incredibile book boyfriend.
Sappiate che prima di capacitarmi e convincermi del fatto che dovevo parlarvene, ci ho messo diversi mesi. Ho letto il suo libro ormai da un po' ma il mio cuore è sempre suo (difficile dimenticarsene), e ora che la mia mente crede di essere stata abbastanza tempo in riabilitazione, posso finalmente parlarvi del nuovo protagonista maschile firmato Richelle Mead, nella sua saga per adulti Gameboard of the Gods.
Ecco a voi... Justin March.

Justin March, della saga inedita Gameboard of the Gods
.Caratteristiche: Justin March è un uomo dalla pelle abbronzata, gli occhi scuri e una barbetta mattutina che gli dà un'aria "animalesca", come ci fa notare Mae nel libro. 
.Occupazione: Chiamiamolo semplicemente uno... studioso. Conosce qualsiasi tipo di mitologia e religione nel RUNA.
.Altre notizie: All'inizio del libro viene notato da Mae come sia di razza mista (probabilmente un viso in cui si mischiano tre generazioni di etnie differenti). È un rubacuori dalla battuta pronta ed è estremamente intelligente, inoltre tiene molto ai propri cari nonostante a volte faccia scelte davvero stupide.
Ha due corvi molto pettegoli... in testa.

Citazioni degne di nota...
- "Pretore Koskinen," chiamò Justin, salutandola con la mano. "Buongiorno."
"Dottor March," ricambiò lei, incrociando le braccia. La sua espressione rimase calma e illeggibile, come una statua di marmo. "È bello rivederti."
Justin si bloccò e mise un braccio intorno a Tessa. "Partiamo con il primo test," sussurrò. "Il pretore sta dicendo la verità'?"
"No," disse Tessa.
"Come pensavo."

- Mae scrollò i capelli dietro una spalla e tornò a sedersi tra i primi posti dell'aereo. "Hai visto?" Brontolò Justin. "Quella cosa dei capelli? Sono abbastanza sicuro che le ragazze come lei lo imparino a scuola."

- Il suo sorriso si spense. "Potrebbero diventare pericolosi un giorno. È meglio fermarli ora."
"Perché sembri così insicuro, allora?" Il suo comportamento non aveva senso.
"È solo triste, tutto qui." Justin fissò lo sguardo fuori dalla finestra. "Le sue certezze significano molto per lui."
"Sono certezze in un'entità fittizia," gli ricordò lei, riacquistando la sua attenzione. Gli occhi di lui scavarono nei suoi.
"Ci credi davvero?"

- Le sfiorò una guancia. "Sei tu l'unica che può controllare la tua vita."
Le sue parole la avvolsero, sfiorandola lì dove pochi erano riusciti ad arrivare.

***