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martedì 8 settembre 2015

Top Ten Tuesday #33


8 Settembre: Dieci serie concluse che devo ANCORA finire!

Come spesso capita alla sottoscritta, è da un po' che trascuro la rubrica Top Ten Tuesday e ho oggi deciso di recuperare visto il topic davvero simpaticissimo di cui si tratta. A volte salto le settimane proprio per evitare argomenti che non mi attirano particolarmente, o che ho già fatto più volte. Oggi invece è qualcosa di nuovo che mi aiuterà a mettere in chiaro le mie priorità di lettura, e offrire magari a voi qualche nuovo spunto per le liste dei romanzi da leggere!

Nota: cliccando sulle copertine troverete le varie recensioni!
Le mie dieci serie concluse, ancora da finire sono...


1. Soul Eaters, di Eliza Crewe. Ho attualmente in lettura l'ultimo romanzo della trilogia che si sta rivelando divertente tanto quanto i primi! Trovate cliccando sull'immagine la mia recensione del primo volume, Cracked. Consigliato anche per chi sia alle prime armi con le letture in lingua inglese.


2. The Syrena Legacy, di Anna Banks. Pubblicato da poco anche in Italia, avevo tempo fa divorato il primo volume... per poi non prendere più i seguiti (è una trilogia). Sono un essere spregevole! Dovrei rimediare.


3. La Scelta, di Ally Condie. Uno dei miei primi distopici, ne ho letto solo il primo per mai comprare i seguiti... a mia discolpa, mi sono stati sconsigliati da diversi lettori!


4. Ink, di Amanda Sun. Che cover, eh ragazzi? Eppure vi assicuro questo sia uno di quei casi in cui la copertina inganna. Ink non mi è piaciuto per nulla e non intendo continuare la serie, nonostante sia finita!


5. Lo specchio delle fate, di Jenna Black. Romanzo che mi era piaciucchiato, primo di una serie conclusa che non ho però mai continuato. Semplicemente non mi ha coinvolta!


6. Tempest, di Julie Cross. Questo primo volume della serie Tempest mi era piaciuto davvero tantissimo, ma avendolo letto in italiano ho aspettato invano un'eternità per la pubblicazione nostrana... mai avvenuta.


7. Delirium, di Lauren Oliver. Lo ammetto, nonostante avessi amato questa serie come poche nella mia vita da lettrici, ne ho letto solo i primi due volumi. Forse sarebbe stata meglio lasciarla come romanzo autoconclusivo!

lunedì 5 maggio 2014

30 Giorni di Libri e Letteratura [Challenge] #7


Mamma mia, siamo già arrivati al settimo appuntamento? Eh, a quanto pare sì... Siamo già al settimo intervento della challenge 30 Giorni di Libri e Letteratura! La cadenza è, come ricordo, casuale, e non è un caso (LOL alla scelta di parole) che mi sia piaciuta così tanto da essere già arrivata al settimo giorno in così poco tempo. Devo proprio iniziare a fare degli appuntamenti del genere più spesso, perché hanno un sapore tutto loro e ce ne sono di tutti i tipi online - più si spulcia, più si trova. Magari la prossima challenge sarà al gusto gastronomico?
#MMM #CiPiace
P.s. episodi precedenti della challenge --> clicca qui <--!

7. Il peggior libro letto durante l'anno scorso.

Oggi tocca al peggior libro letto durante l'anno scorso. Sfortunatamente nel mio 2013 ho qualche libro tra cui scegliere a cui dare l'onore di figurare in questo post. La cosa divertente? Penso che tutti i "peggiori" libri, alla fin fine, abbiano venduto molto più di molti "ottimi" romanzi - se non altro grazie alle recensioni negativissime che hanno spinto i lettori di tutta Italia a provarli per vedere quanto facessero effettivamente... mmm... Diciamo per non creare polveroni, quanto lasciassero a desiderare.
La mia scelta è ricaduta su (tra i vari)...


Ink, di Amanda Sun (per ora inedito in Italia, grazie al cielo - speriamo lo rimanga)di cui trovate la mia recensione cliccando qui.
Ink è uno dei peggiori libri del 2013. Ho deciso di inserirlo perché gli altri libri che ho "odiato" li conoscete già, ripetermi sarebbe inutile! Questo, però, è stato una vera e propria delusione, di quelle epocali. Pensavo mi sarebbe piaciuto così tanto da svenire e, in realtà, mi ha fatto così orrore da svenire due volte.
Giravo pagina, finivo nuovi capitoli e... E odiavo tutti. Amanda Sun è bravissima a rendere le atmosfere di un fumetto, ma i suoi personaggi sono così odiosi e subdoli che avrei voluto prenderli a sprangate in zone sensibili! Una tortura che non consiglio a nessuno.
A nessuno.

Qual è stato il vostro peggior libro letto durante il 2013?

venerdì 22 novembre 2013

Voglio vivere lì e lì e lì... Mi ci porti?

Cari lettori,
Oggi scrivo in preda a un folle desiderio di vivere in luoghi diversi, desiderio nato sì dai telefilm che inevitabilmente sbircio in giro per la rete, ma anche e soprattutto dai i libri che leggo, alcuni dei quali mi conquistano e mi portano a immaginare molto vividamente come sarebbe stare in una soleggiata spiaggia della Florida, in una nevosa casetta sperduta tra le montagne... Da questo nasce l'intervento di oggi, in cui ho pensato di associare alcuni romanzi a posti che mi piacerebbe visitare o che, in generale, me li ricordano. Era da un po' che volevo scrivere un post del genere, quindi preparatevi perché darò il meglio di me, con luoghi che mi attirano davvero tantissimo!

Nota: il titolo è ispirato dalla canzone... voglio vivere cosìììììì.
Perché io voglio vivere anche lì e lì e lì!!


Tu! Sì, tu! Mi ci porti?


Il gran canyon!


Non chiedetemi perché, ma quando penso a Opal penso anche a zone dagli stessi colori del Gran Canyon! Voglio andarci, stare in un punto come quello nella foto sarebbe davvero bellissimo... Qualcuno ci è stato?

sabato 18 maggio 2013

Recensione: Ink, di Amanda Sun


Titolo: Ink (Paper Gods #1)
Autore: Amanda Sun
Editore: Harlequin Teen
Pagine: 377
Attualmente inedito in Italia!
(Trama tradotta da me)
"In seguito a una tragedia familiare, l'ultima cosa che Katie Greene vorrebbe fare è trasferirsi dall'altra parte del mondo. Bloccata con sua zia a Shizuoka, in Giappone, Katie si sente completamente sperduta. Sola. Non conosce la lingua, non riesce a usare le dannate bacchette, e non sembra riuscire ad abituarsi al doversi togliere le scarpe ogni volta che entra in qualche edificio.
Poi c'è il bellissimo ma strano Tomohiro, star della squadra di kendo della scuola. Come si è procurato quelle cicatrici sul braccio? Katie non è pronta per sapere la rsposta. Ma quando vede i suoi disegni prendere vita, non può più negarlo: Tomo è connesso agli antichi dei del Giappone, e stare vicino a Katie destabilizza le sue abilità. Se le persone sbagliate lo dovessero notare, entrambi sarebbero degli obiettivi fecili.
Katie non volera trasferirsi in Giappone - ora potrebbe non riuscire ad andarsene prima della fine."

La mia recensione:

Ink è il primo romanzo della serie Paper Gods, di Amanda Sun, che verrà pubblicata a fine Luglio, in America, da una casa editrice di cui solitamente adoro ogni singola pubblicazione: la Harlequin Teen. Questa volta, però, mi accingo a scrivere una recensione alquanto negativa, contro ogni mia aspettativa. Avete letto quella sinossi, vero? Ink ha tutti gli elementi per essere una grande storia: una mitologia nuova e innovativa, un'ambientazione completamente diversa da quello a cui siamo abituati e personaggi promettenti.
La Sun, tuttavia, ha buttato tutto all'aria.

Katie con Tomohiro
La narrazione, come da trama, gira intorno a Katie Greene che, in puro stile Young Adult stra-sentito, si trasferisce in Giappone - ecco la novità - e inizia la sua nuova vita, di cui vi risparmio i dettagli ben ricercati dall'autrice e molto approfonditi sulle abitudini dei giapponesi, le loro usanze, etc. Vi dirò semplicemente che...
No, non vi dirò niente. Perché non succede niente.
Non voglio prendere in giro nessuno: non sono riuscita a finire Ink. Sono arrivata a circa il 70% sul mio Kindle e dopo una fatica immane per riuscire a raggiungere quel punto... l'ho mollato. Perché era noioso, assurdo e stupido. L'autrice ha preso una qualsiasi storia già sentita e stra-sentita e l'ha spostata in Giappone, facendola evolvere in puro stile MANGA, contornando qualcosa che pur aveva una piccolissima chance con dei personaggi stupidi, assurdi e poco realistici. Personaggi che, tremate al mio 3, erano la perfetta (1) trasposizione (2) di Twilight oltremare (3). Escludendo il fatto che gli unici con un minimo di spessore fossero i due protagonisti, Katie e Tomohiro, si aggiunge il fatto che entrambi fossero due stereotipi viventi, ossia:

  • Katie, ragazza appena trasferitasi in una nuova città (Shizuoka), senza genitori, vive dalla zia facilmente soggiogabile quando la nostra protagonista ha bisogno di scappare felice per i prati pedinando come una vera idiota il maschio Alfa della situazione. Ovviamente non si lascerà di certo convincere dalle persone che la mettono in guardia da lui, perché lei 'knows better'. Lei sa che in realtà dentro quel cuore malato si nasconde un ragazzo dal cuore d'oro, anche se lo stesso ragazzo dal cuore d'oro ben nascosto continua a trattarla come una pezza.
  • Tomohiro, ragazzo bad boy della scuola, star del team più amato (Kendo) e misterioso come pochi - nessuno, anzi. A detta di Katie, a volte sembrano sfuggirgli brevi sorrisi criptici e alquanto stalkerish che non vengono descritti - quindi io me li sono persi tutti -, e questo basta e avanza per convincerla a pedinare per i boschi, per le strade più malfamate di Shizuoka un ragazzo che si crede abbia connessioni con la Yakuza e che si dice (male lingue, dico io!) abbia picchiato a sangue il suo miglior amico e quasi levatogli un occhio. Tomohiro è infatti così pieno d'amore che per allontanarla da sé 'metterà in scena' uno stupro, non arrivando però al dunque. Concluderà con un simpatico-quanto-una-bocciatura 'siete tutte così, voi donne occidentali!'.

Questi sono i due casi umani a cui Ink ci sottopone e, sì, li ho descritti così bene che sono fiera di me stessa. Una storia promettente, questo ci tengo a sottolinearlo, narrata e accompagnata da due casi umani di queste dimensioni. Non dimentichiamoci poi l'aggiunta del terzo incomodo, che viene solo abbozzato in questo primo volume, ma è già possibile dire che...

  • Jun, all'apparenza ragazzo della porta accanto - ma sono pronta a scommettere nasconda un segreto tanto quanto il simpatico-quanto-una-bocciatura-prima-della-laurea Tomohiro. È bellissimo, ovviamente, e sembra avere anche lui una fissa per la protagonista (a quanto pare le bionde in Giappone fanno faville!), ma la sua attrazione verso di lei è apparentemente più sana e in egual misura ignorata.

Questo è Ink. Prima di iniziarlo ero così piena di aspettative... forse per la cover, forse per la premessa, ero certa l'avrei adorato. In Giappone, poi! Ambientato dove nello stesso Paese di tutti i miei manga preferiti! Eppure, la Sun non è riuscita nel suo intento e nonostante una scrittura apprezzabile e approfondimenti culturali perfetti, Ink risulta scialbo e per niente godibile. I personaggi da lei descritti sono a dir poco odiosi e stupidi, la mitologia è, purtroppo, sprecata.
Come si dice: non giudicare un libro dalla cover.
So che lo rifarò, ma questo è uno di quei casi che mi rimarranno impressi.

Trama: promettente.
Personaggi: inutili. Da riscrivere.
Scrittura: accettabile.
Difficoltà in lingua: 7/10 perché si aggiunge anche il giapponese e descrizioni del luogo.
Edizione: ARC fornita dall'editore.
Personale: una vera delusione.
VOTO: 2/5 solo per l'idea di base.