Lo avevo accennato durante l'ultima recensione scritta, Fangirl (che trovate qui!), di Rainbow Rowell, ma oggi sono qui per confermarvelo: quando parlavo di approfondire un certo personaggio, non scherzavo affatto e intendevo farlo nel migliore dei modi.
E qual è il migliore dei modi per un book boyfriend se non attraverso la rubrica My Book Boyfriend?
Nessuna. MBB è il meglio del meglio. Quindi vi presento... Levi!
“Ci sono altre persone su Internet. È fantastico. Hai tutti i benefici di conoscere "altre persone" senza la puzza del sudore e il contatto visivo.”
Era da un po' che non trovavo un libro divertente, spontaneo e contemporaneo che mi riuscisse a coinvolgere come ha fatto Fangirl. Devo ammetterlo: su Goodreads gli ho concesso il beneficio di avere cinque stelline, perché mi ha presa e catapultata nel mondo fantastico di Cather, anche detta Cath, e di Simon Snow.
Partiamo dall'inizio: Cath è una fangirl e ama in maniera esagerata la famosissima saga di Simon Snow. Per l'inciso, Simon Snow non esiste, ma in questa storia è così famoso da avere superato la fama di Harry Potter ed essere diventato un vero classico per ragazzi. Composta da otto libri, la serie attende la pubblicazione dell'ultimo volume, e Cath, scrittrice di fan fiction, shipper professionista, ha come obiettivo quello di finire la sua super seguita storia che ricopre l'ottavo libro secondo ciò che lei vorrebbe succedesse. La sua fiction, Carry On, Simon, è così famosa da essersi meritata un fanbase che farebbe invidia a scrittori famosi (tant'è che alcuni suoi fan hanno persino iniziato a vendere una serie di magliette ispirate al titolo: Keep calm and Carry On!). Lei, quindi, è quella che definiremmo una vera lettrice compulsiva e, diciamocelo, nerd.
Con non indifferenti carenze quando si parla di rapporti sociali.
"Mi fai pena, e sarò tua amica."
"Non voglio essere tua amica," disse Cath con più freddezza possibile. "Mi piace non essere tua amica."
"Anche a me," disse Reagan. "Mi dispiace tu abbia rovinato questo idillio facendo pena."
Perché ho amato così tanto Fangirl? Penso i motivi siano molti, e diversi tra loro. Si parte dalla struttura della storia, in cui i vari capitoli sono divisi tra loro da spezzoni tratti dai libri di Simon Snow o dalle fan fiction di Cather, che ci permettono di prendere dimestichezza con il mondo di Simon e Baz, e di capire alcuni riferimenti che i personaggi più volte fanno. Da lì si arriva alla storia in sé: l'ho adorata perché l'autrice è stata capace di farmi immergere completamente in Cath e i suoi pensieri. Mi è piaciuta la coerenza dei personaggi al loro carattere e nulla è sembrato forzato - compresa la lenta maturazione della protagonista. Ho amato la varietà nelle personalità dei suoi amici, la semplicità con cui essi prendevano vita, la vero-somiglianza che la descrizione delle varie scene dava al tutto e le interazioni presenti nel libro. Cath, poi, non è solo una protagonista, è la ciliegina delle ciliegine sulle torte: leggendo sembra davvero di essere nella mente di una ragazza che... legge. Non c'è altro modo di dirlo. Cather mi ha fatto sorridere con ogni pagina, ogni frase, ogni battuta, ogni pensiero - è una protagonista fantastica e mi sono rivista in lei più volte di quanto sia giusto rivedersi. Vogliamo poi parlare di Levi, il ragazzo che mi ha fatto sospirare più del dovuto? Meglio di no, credetemi. A giorni gli dedicherò un post, e avrete tutto il tempo di lasciarvi andare in esclamazioni di adorazione.
“A volte scrivere è come correre giù per un precipizio, le tue dita che si chiudono dietro di te sulla tastiera così come fanno le gambe quando non riesci a sconfiggere la gravità.”
Insomma, è proprio vero che quando meno te lo aspetti arriva il, beh, libro giusto. E anche stavolta ho avuto la fortuna di trovare una storia che mi ha appassionata.
Consiglio Fangirl a tutti quelli che vogliono leggere un romanzo divertente e non scontato, che coinvolga e rimanga impresso!
Nuova puntata con Top Ten Tuesday, anche nota come la rubrica che ogni tanto torna alla luce, e ogni tanto sopprime di fronte alla noia che di volta in volta mi prende e mi impedisce di pubblicare ogni settimane le stesse rubriche.
Non so perché, giuro, ma a volte mi fanno storcere il naso.
Oggi però la rubrica in questione ha un nuovo, simpatico tema, quindi torna live! Di cosa parliamo? Beh... dei Dieci motivi per cui amo essere una Blogger/Lettrice!
Per rendere le cose più interessanti, ho deciso di alternare i motivi per cui amo essere una blogger e una lettrice! Pronti, partenzia... via!
1. Amo essere una blogger perché posso dire la mia, e dirla come mi pare.
2. Amo essere una lettrice perché, con il libro giusto, sento emozioni inspiegabili. È vero amore!
3. Amo essere una blogger perché mi risolleva il morale nei momenti peggiori.
4. Amo essere una lettrice perché la lettura è anche condivisione! Con le persone migliori: altri lettori.
5. Amo essere una blogger perché ogni volta che ho una nuova fissazione, posso sclerare in vari modi (cambio la grafica ossessione-inspired, inserisco interventi che mi plachino, etc).
Rubrica presentata dal blog Breaking the Spine, Waiting on Wednesday è un appuntamento settimanale (non sempre, in realtà) in cui parlerò di romanzi di cui aspetto con impazienza la pubblicazione!
Questo è il titolo dell'intervento di oggi, ed è volutamente molto esplicativo del contenuto del post. Non ho intenzione di fare eccessive introduzioni all'argomento, ma sappiate solo che ho avuto "l'ispirazione" in seguito ad aver letto su più siti della dichiarazione di J.K.Rowling circa il finale della sua famosissima saga (HP) e il suo trio di protagonisti, Harry, Hermione e Ron. Per evitare incomprensioni su ciò che voglio sottolineare riporto qui le parole precise che mi hanno fatto pensare:
"Ho scritto la relazione tra Hermione e Ron per soddisfare me stessa. È per questo che è nata, in realtà. Hermione è finita con Ron per ragioni che avevano poco a che fare con la letteratura e molto più a che fare con il mio desiderio di rimanere fedele al plot iniziale."
Ora, a parte quello che molti potrebbero dire sul caso isolato che è la questione Rowling (non mi interessano i discorsi "ship", quindi astenetevi, vi prego), il mio discorso si allarga nel momento in cui, dopo aver letto questa frase, mi sono chiesta...
Ma è l'autore che decide il plot o sono i personaggi che lo modellano?
È giusto modificare una storia, un'idea iniziale (come il plot di cui parla la Rowling) perché nel bel mezzo del processo creativo ci si rende conto che la suddetta idea ha dei buchi o i personaggi intorno alla quale si doveva in principio modellare hanno iniziato a smussare il castello costruito dall'autore per crearne un palazzo rinascimentale?
Quale tra i due è il migliore? Il castello o il palazzo?
Era da un po' che non pubblicavo un nuovo intervento di Musica tra le Pagine, perciò eccomi qua. Quello di oggi è il frutto di una delle mie più recenti passioni: Wicked, il musical tratto dal romanzo del 1995 di Gregory Maguire, Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West. Si noti che il titolo italiano del romanzo, per chi fosse interessato a dargli una chance, è Strega. Cronache dal mondo di Oz in rivolta, pubblicato nel 2006 dalla Sonzogno editore - e attualmente non disponibile su siti come Amazon e IBS.
*fissa gli editori*
Una ristampa è chiedere troppo? Per chi è arrivato in ritardo sul vagone "Mondo di Oz", renderlo nuovamente disponibile sarebbe il minimo, possibilmente prima che la sottoscritta decida di leggerlo in inglese o cercarlo tra i mercatini dell'usato. Colgo anche l'occasione di chiedere ai miei lettori: qualcuno di voi lo ha letto? Cosa ne pensate della traduzione?
Intanto, tornando al nocciolo della questione...
Wicked. Il musical.
Wicked è stato adattato nella sua famosa versione "Broadway" nel 2003, con protagoniste Idina Menzel (che alcuni conosceranno magari come la voce di Elsa nell'ultimo film Disney "Frozen" - io l'ho scoperta così - o la madre di Rachel nel telefilm "Glee") nei panni di Elphaba e Kristin Chenoweth (presente anche lei in Glee, la vecchia compagna di scuola di Will) come Galinda/Glinda. Wicked è stato nominato a ben dieci Tony Awards, vincendone tre, ed è l'undicesimo show di Broadway per lunghezza di rappresentazione e ventottesimo nella storia del teatro, collezionando fino a ora 4100 performance. Il New York Times lo ha definito "The defining musical of the decade", e solo questo mi fa venire voglia di fiondarmi a guardarlo il più presto possibile, senza contare l'assenza di un dvd (per vari motivi non è possibile produrre un dvd del musical, ma su youtube sono disponibili diverse parti - se non tutte, con qualità purtroppo scadente), le canzoni, alcune delle quali mi mettono i brividi, e il libro che spererei di leggere prima di organizzare un bel viaggetto all'estero.
Se alcuni di voi iniziavano a chiedersi dove fosse finita Isa, la risposta è: eccomi! Dopo tante peripezie sono tornata da quel luogo infernale chiamato... sessione d'esami. L'assenza della sottoscritta è giunta agli sgoccioli, grazie al cielo, e da questo momento tornerò ufficialmente a infestare le vostre bacheche, un po' ovunque, ditemi voi dove ancora non mi vedete e siate certi che spunterò anche lì.