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lunedì 3 febbraio 2014

Processo creativo in scrittura: la ribellione dei personaggi al proprio autore.

La ribellione dei personaggi al proprio autore. 
Questo è il titolo dell'intervento di oggi, ed è volutamente molto esplicativo del contenuto del post. Non ho intenzione di fare eccessive introduzioni all'argomento, ma sappiate solo che ho avuto "l'ispirazione" in seguito ad aver letto su più siti della dichiarazione di J.K.Rowling circa il finale della sua famosissima saga (HP) e il suo trio di protagonisti, Harry, Hermione e Ron. Per evitare incomprensioni su ciò che voglio sottolineare riporto qui le parole precise che mi hanno fatto pensare:

"Ho scritto la relazione tra Hermione e Ron per soddisfare me stessa. È per questo che è nata, in realtà. Hermione è finita con Ron per ragioni che avevano poco a che fare con la letteratura e molto più a che fare con il mio desiderio di rimanere fedele al plot iniziale."

Ora, a parte quello che molti potrebbero dire sul caso isolato che è la questione Rowling (non mi interessano i discorsi "ship", quindi astenetevi, vi prego), il mio discorso si allarga nel momento in cui, dopo aver letto questa frase, mi sono chiesta...
Ma è l'autore che decide il plot o sono i personaggi che lo modellano?


È giusto modificare una storia, un'idea iniziale (come il plot di cui parla la Rowling) perché nel bel mezzo del processo creativo ci si rende conto che la suddetta idea ha dei buchi o i personaggi intorno alla quale si doveva in principio modellare hanno iniziato a smussare il castello costruito dall'autore per crearne un palazzo rinascimentale?
Quale tra i due è il migliore? Il castello o il palazzo?