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domenica 2 febbraio 2014

Musica tra le Pagine #6 - Wicked, il musical


Era da un po' che non pubblicavo un nuovo intervento di Musica tra le Pagine, perciò eccomi qua. Quello di oggi è il frutto di una delle mie più recenti passioni: Wicked, il musical tratto dal romanzo del 1995 di Gregory Maguire, Wicked: The Life and Times of the Wicked Witch of the West. Si noti che il titolo italiano del romanzo, per chi fosse interessato a dargli una chance, è Strega. Cronache dal mondo di Oz in rivolta, pubblicato nel 2006 dalla Sonzogno editore - e attualmente non disponibile su siti come Amazon e IBS.
*fissa gli editori*
Una ristampa è chiedere troppo? Per chi è arrivato in ritardo sul vagone "Mondo di Oz", renderlo nuovamente disponibile sarebbe il minimo, possibilmente prima che la sottoscritta decida di leggerlo in inglese o cercarlo tra i mercatini dell'usato. Colgo anche l'occasione di chiedere ai miei lettori: qualcuno di voi lo ha letto? Cosa ne pensate della traduzione?

Intanto, tornando al nocciolo della questione...
Wicked. Il musical.

Wicked è stato adattato nella sua famosa versione "Broadway" nel 2003, con protagoniste Idina Menzel (che alcuni conosceranno magari come la voce di Elsa nell'ultimo film Disney "Frozen" - io l'ho scoperta così - o la madre di Rachel nel telefilm "Glee") nei panni di Elphaba e Kristin Chenoweth (presente anche lei in Glee, la vecchia compagna di scuola di Will) come Galinda/Glinda. Wicked è stato nominato a ben dieci Tony Awards, vincendone tre, ed è l'undicesimo show di Broadway per lunghezza di rappresentazione e ventottesimo nella storia del teatro, collezionando fino a ora 4100 performance. Il New York Times lo ha definito "The defining musical of the decade", e solo questo mi fa venire voglia di fiondarmi a guardarlo il più presto possibile, senza contare l'assenza di un dvd (per vari motivi non è possibile produrre un dvd del musical, ma su youtube sono disponibili diverse parti - se non tutte, con qualità purtroppo scadente), le canzoni, alcune delle quali mi mettono i brividi, e il libro che spererei di leggere prima di organizzare un bel viaggetto all'estero.

lunedì 6 gennaio 2014

Frozen: tra ghiacci e inverni improvvisi, la Disney che vorrei è qui.

Come potevo farmi scappare l'occasione di parlare un po' dell'ultimo film che ho visto, proprio prima della fine dell'anno, e che mi ha conquistata il cuore?

I heart Frozen, e quindi...



Parliamone.


Frozen, in italiano sottotitolato "Il Regno di Ghiaccio", è il 53esimo classico della Disney e uno dei film di animazione migliori che io abbia visto negli ultimi anni. Perché? Beh, come sapete amo gli elenchi puntati, un po' come l'Uomo con la Bombetta, l'antagonista dei Robinson, quindi non perdiamoci in troppe ciance e...

1. Frozen è l'ultimo lungometraggio firmato interamente dal magico topo e ha una storia di alti e bassi non indifferente.
Concept Art della Regina,
poi diventata Elsa.
Chi di voi ama l'animazione lo saprà, ma fino a pochi anni fa la Disney non riusciva proprio a trovare la formula vincente per riconquistare la magia che l'aveva contraddistinta con i suoi grandi classici. Erano gli studi della Pixar, infatti, a produrre capolavori in CGI (animazione 3D) come Toy Story e Up, mentre la Disney si occupava della sua distribuzione fino a quando, nel 2006, la casa del topo non ha acquistato gli studi di Steve Jobs (sì, la Pixar era sua!) e ha iniziato a riprendersi grazie anche alla mano di John Lasseter, ora Direttore Creativo non solo della Pixar, ma anche della Disney.
Frozen è completamente made in Walt Disney, e si vede (così come lo sono stati Rapunzel - L'intreccio della torre e Ralph Spaccatutto, gli ultimi successoni). Non solo dal plot, ma anche dalla storia che lo caratterizza. L'idea di adattare la fiaba della Regina delle Nevi di Hans Christian Andersen risale infatti agli anni '40, in cui gli studi avevano iniziato a lavorare a un possibile adattamento rivelatosi però troppo complesso per via della figura emblematica della Regina. La storia originale è abbastanza cupa, notò la Disney, motivo per cui non si adattava bene alla trasformazione in lungometraggio e tutti i tentativi successivi di riportare alla luce il progetto, prima negli anni 90 dove fu salvato l'adattamento di un altro lavoro di Andersen, la Sirenetta, andarono in fumo fino al 2000. Gli ultimi tentativi risalgono al 2008, quando si parlava ancora di creare un film in animazione tradizionale (come La Principessa e il Ranocchio, per intenderci), idea sfumata nel 2011, dopo il successo di Rapunzel in CGI, anno in cui La Regina delle Nevi ottenne ufficialmente il titolo di Frozen e un cast tutto nuovo che ci avrebbe lavorato.
Tutto questo grazie anche a John Lasseter, che nonostante i primi lavori di poco successo in Disney (Bolt e La Principessa e il Ranocchio), da Rapunzel a Frozen è riuscito a rivitalizzare gli studi.

2. Frozen è il primo film disney co-diretto da una donna.


Nonostante questo "grande passo" fosse già stato fatto in altri studi di animazione, per la Disney è una prima volta. Nel 2012 è stata infatti nominata Jennifer Lee, che aveva già lavorato a Ralph Spaccatutto nella sceneggiatura, come co-direttore di Frozen, con Chris Buck. Molti hanno detto che dopo l'arrivo della Lee diverse cose sono cambiate nel film, e le stesse protagoniste hanno ottenuto quella limatura finale che le ha rese realistiche ed empatiche al pubblico!