La prima volta che Simon scosse la sua coscia con una zampa, lei lo ignorò perché la storia in TV aveva appena raggiunto un momento clou. Un minuto dopo ignorò anche la seconda spintarella, ma gridò quando una grossa zampa le apparve improvvisamente di fronte al viso.
Ritrasse la testa ed esclamò, "Cosa?"
Lui fissò il contenitore della crema corpo, poi alzò di nuovo la zampa.
No, non voleva davvero dire... "Mi prendi in giro."
L'eroina strillò, riportando l'attenzione di Meg alla storia. Non riuscì però a vedere cosa stesse succedendo perché quella grossa zampa le apparve di nuovo davanti la faccia.
Oh Anne, Anne Bishop. Cosa mi hai fatto? Anzi no, non me lo dire. Va bene così. Va bene essere soggiogata da questo mondo, va bene esserne dipendente, va bene non poter fare a meno di adorarne ogni singola frase.
Va bene tutto, ma tu continua a scriverne.
Un mondo nuovo, un mondo completamente nuovo... Almeno così era nel primo volume della saga, Written in Red, in cui ancora non conoscevo Namid abbastanza da poterne apprezzare ogni aspetto. Adesso rientro a passo felpato nelle vite di tutti quei personaggi che mi hanno rubato il cuore e assisto a un cambiamento radicale dalle dinamiche del primo romanzo della saga, dove la storia era incentrata sull'introdurre l'intricata realtà dei terra indigene e tutti i focus della storia futura, dove l'autrice ci ha fatti affezionare a Meg, Simon e tutti i loro amici, e dove abbiamo avuto modo di assaggiare la forza e la distruzione che gli Altri possono portare nel mondo degli umani.
In Murder of Crows la storia è plot-driven, raramente si trovano momenti di pace e serenità (ma quei momenti sono sempre e comunque un tocco di fluff che scatena in me reazioni indicibili) e il mondo della Bishop viene approfondito ulteriormente, si espande abbracciando territori diversi da quelli di Lakeside e il suo Cortile, mostra lati delle due razze, umane e terra indigene, fondamentali per il proseguimento della saga e imposta le basi per ciò che andrà a costruirsi in futuro (comprese le basi romance).
Che meraviglia.




