15. Un libro che non hai mai letto ma desideri farlo presto.
Chi passa spesso dal blog ormai conosce la Challenge che di settimana in settimana procede immancabilmente verso la conclusione dei 30 giorni che si prospettano dedicatigli. Oggi siamo al quindicesimo, il che significa che siamo a metà. Mi dispiace? Da un lato sì, questa serie di post mi sta piacendo! Dall'altro non vi dico che confusione cercare sempre di trovare introduzioni nuove all'intervento del giorno, senza ripetere sempre le stesse cose.
È difficile, gente. Molto difficile.
Today parliamo di un libro che non abbiamo mai letto ma desideriamo al più presto rimediare. Per me, avendo una wishlist a dir poco infinita (letteralmente - non la finirò mai), il gioco stavolta è semplicissimo.
Ho in particolare una trilogia che da tanto tempo mi attira moltissimo e ma non ho ancora letto. Dovendo però rimediare, tanto meglio metterlo per iscritto e suggellare questa promessa:
Ve lo avevo anticipato qualche giorno fa, ve lo avevo promesso e oggi sono qui per mantenere la parola data... È l'ora del giveaway dei #500!
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500 follower è una tappa importante per un blog, e come tale va festeggiata come si deve. Ecco perché è da un po' che mi ero ripromessa avrei regalato a tutti voi un giveaway se e quando il giorno sarebbe arrivato, e oggi è proprio giunto il momento. Per ringraziare tutti voi splendidi follower che nonostante le mie follie, i miei sbalzi di umore, le stupidaggini che a volte spuntano tra queste pagine e che ormai vanno avanti da circa tre anni, mi continuate a seguire.
Tre anni... uff.
Aprire questo blog è stata una delle scelte migliori che potessi fare quel Giugno di tre anni fa (il blog ha festeggiato il terzo anniversario il 20!), e ne sono seguite solo cose positive. Ho persino avuto modo di conoscere alcune delle persone migliori che potessero capitarmi, gente che scrive e gente che sogna... Gente di ogni tipo! Siete fantastici.
Nella speranza di poter continuare questa bella esperienza, quest'avventura che mi fa compagnia anche nei giorni più bui, questo intervento lo dedico a tutti voi che in un modo o nell'altro siete un po' una costante. Vi adoro tutti, dal primo all'ultimo, sia il commentatore-seriale della situazione che il lettore-esclusivo, e invito tutti voi a partecipare a questo giveaway!
Ci sono cose che tutti i lettori compulsivi hanno provato almeno una volta nella loro vita. Tra queste, una è sicuramente quella sensazione di piacevole sorpresa seguita da ossessione crescente di fronte a un libro iniziato per puro caso, che si rivela essere il romanzo perfetto per voi, per cui il vostro Olimpo Degli Autori si spalanca, invita gentilmente l'autore a entrarvi, e si richiude sbarrando l'accesso a chiunque non sia quella persona capace di farvi perdere la testa.
Seguono diversi giorni di crisi psicologica immotivata, perché anche se nel libro non sta succedendo nulla voi vi sentite comunque tirati in causa, vorreste vivere con quei personaggi e ridere con loro delle cose più stupide.
Benvenuta, Anne!
Written in Red è stata una scoperta molto, molto piacevole... Sbocciata in dolce ossessione. Principalmente mi aspettavo uno YA Urban Fantasy (ingannata dalla cover) e mi sono ritrovata con un romanzo Adult e non proprio "Urban" - WiR è infatti ambientato in un mondo quasi parallelo, che può avere qualche somiglianza con il nostro ma di base è completamente diverso. La storia, sin dall'alba dei tempi, segue i canoni del Fantasy, andando poi ad aggiungere elementi moderni da un lato e dall'altro una mitologia composta dai "Terra indigene", anche noti come gli "Altri", che rappresentano nella piramide alimentare la razza dominante.
In parole povere, nel momento in cui l'uomo decise di espandere i propri domini (colonizzare, insomma), scoprì che un'altra razza aveva già raggiunto lo scalino più alto a Namid (la loro Terra) - una razza che vedeva e vede tutt'oggi gli umani come carne intelligente, i cui antenati furono lasciati in vita solo grazie agli scambi commerciali che la tecnologia dell'uomo permise.
Adesso il mondo è diviso (in modo parecchio iniquo): da un lato vi sono gli uomini come li conosciamo, dall'altro ci sono gli Altri - metamorfi, Sanguinati (vampiri), Elementali (dal nome, governano gli elementi) e molti, molti altri, dalle forme più disparate. I terra indigene possiedono le risorse primarie (acqua, per dirne una), cosa che pone diversi paletti agli umani: entrambe le razze hanno i loro governi, le loro regole, le loro terre... Ma tra i due vigono leggi non scritte, patti antichi stipulati per la sopravvivenza della carne intelligente e davvero poca tolleranza. I contatti tra le razze sono minimi e la maggior parte avviene grazie ai "Cortili", territori interni alle città umane appartenenti agli Altri, i cui leader hanno il compito di sorvegliare gli uomini per garantire l'ubbidienza alle regole.
In tutto questo gran popò di roba si sviluppa la storia principale, che in questo primo volume della saga va molto, molto a rilento. Non mi metterò ad anticiparvela, per quello c'è già la sinossi qui sopra, posso però dire che l'autrice riesce grazie anche alle basi gettate nel world-building (che è, come avete potuto vedere, abbastanza impressionante per un urban fantasy) a coinvolgere nonostante la lentezza della storia - necessaria a mio parere, dando numerosi input per quello che avverrà in seguito.
Ogni tanto ci ritroviamo con nuovi adattamenti televisivi o cinematografici di romanzi che ci hanno, in un modo o nell'altro, appassionato. Stavolta non fa differenza: sono giunta da poco a conoscenza di un adattamento cinematografico che arriverà nelle sale nel 2015 e che si baserà sulle pagine di un libro che ho apprezzato non poco, di un'autrice molto brava a descrivere le vite degli adolescenti e particolarmente convincente nel coinvolgere i lettori.
Il libro in questione è The DUFF, diKody Keplingerdi cui potete trovare la mia recensionecliccando qui.
La trama è stata modificata, com'è spesso prevedibile quando si parla di adattamenti, ed è attualmente questa (scritta dalla CBS):
Bianca è una normale liceale all'ultimo fino a quando il suo mondo non viene distrutto con la scoperta del nome assegnatole dagli altri studenti: la DUFF (Designated Ugly Fat Friend) del suo gruppo di amiche più carine e popolari di lei.Ora, nonostante i consigli del suo insegnante preferito, Bianca metterà da parte le distrazioni causate dalla sua cotta, Toby, e sceglierà Wesley, viscido ma affascinante, per reinventarsi. Per salvare l'ultimo anno di liceo dal diventare un disastro totale, Bianca dovrà trovare il coraggio necessario per sfidare la creatrice di quelle spietate etichette, Madison, e ricordare a tutti che nonostante l'aspetto o i modi di fare, siamo tutti dei DUFF.
Modifiche, modifiche, modifiche. Ammetto che adattare un romanzo come The DUFF senza aggiungere modifiche sarebbe stato abbastanza assurdo. Non presenta molti avvenimenti - è più un viaggio dentro la testa di Bianca e il suo riscoprire se stessa, bello da leggere grazie al punto di vista super-cinico della protagonista e Wesley, ma impossibile da rendere su schermo senza inglobarlo in una storia più ampia.
Il problema? Inglobare libri di questo genere in una storia più ampia è un modo come un altro per prendere i personaggi e usarli in contesti completamente diversi. Verrebbe quasi da chiedersi quale sia il senso di adattare un romanzo se quel che si desidera alla fin fine è solo averne il nome. Evitare di sforzarsi per creare sceneggiature originali? Qualcosa mi dice che c'entri più il fatto che chi si occupa di questi adattamenti voglia accaparrarsi il fanbase del libro per assicurarsi incassi gratuiti, anche di fronte alle solite porcherie cinematografiche.
Quando c'è il desiderio di romanzi romance, niente e nessuno può fermare una lettrice affamata. Quando poi il romanzo che va a scoprire parla di cioccolato, dolcezza e tutte cose che possono solo aumentare la glicemia, potrete immaginare quanto sia difficile resistervi.
Appunto per questo non è affatto bello quando il romanzo in questione delude, in un modo o l'altro.
"Non dovrebbe essermi permesso di pensare quando bevo."
Ho iniziato Seduzione Deliziosa (in lingua originale Seduction and Snacks) con aspettative nella media, ritrovandomi in pochi capitoli ad adorarlo per via della simpatia della narratrice e delle situazioni raccontate con vena comica. Quest'ultima, in particolare, è molto, molto spinta nella penna della Sivec e, dopo aver concluso il romanzo, ho avuto occasione di leggere diverse recensioni in cui si sottolineava questo modo di fare umorismo poco condiviso dai lettori....
Io devo dire, ho apprezzato. Sarò io una lettrice abbastanza rozza, ma mi ha fatto ridere a crepapelle soprattutto fino al 40% circa della storia! Ho riso, ho pensato per diversi capitoli che Seduzione Deliziosa sarebbe stato un romanzo da 5 stelle... E poi, all'improvviso, non lo è più stato.
Non saprei neppure io come spiegare questo fenomeno. Semplicemente un momento stavo leggendo un libro perfetto, divertentissimo e molto altro; poi questo libro è diventato un romanzo un po' ripetitivo, la cui maggior parte dei personaggi non ha ricevuto l'approfondimento che avrei sperato. Le risate c'erano, certo, e non erano poche! I personaggi, però, no... E sono loro a fare la storia.
Ci ho pensato, dopo. Mi sono chiesta perché avessi avuto questa reazione e sono giunta alla conclusione che la Sivec abbia, a un certo punto della storia, tradito le mie aspettative. Le risate che i suoi due punti di vista (Claire e Carter) mi hanno fatto fare sono state tantissime, ma insieme con quelle mi sarei aspettata uno sviluppo della storia più deciso. In realtà la trama come inizia, finisce. Seduzione Deliziosa arriva a non avere punti forti, se non una penna che penso si riesca a immedesimare benissimo nella mia mente rozza di donna grazie al POV di Claire (magari anche voi potreste immedesimarvi... chissà?), ma ciò non è bastato per fare uscire questo romanzo dalla media.
Conclusioni? Seduzione Deliziosa è un libro che parte fortissimo e, piano piano, perde carburante. Non riesce a distinguersi per colpa di questo, anche se i presupposti ci sono tutti e, chi lo sa, magari nei seguiti (perché ce ne sono!) l'autrice potrebbe essere riuscita a tirare fuori quel che le è mancato da questo primo volume. Potrebbe anche darsi che sia io ad aver perso un po' di carburante durante la lettura, perché ribadisco: l'inizio è stato esilarante. Ho evidenziato intere pagine nel mio formato kindle e rileggerle mi fa ancora piegare in due! La Sivec ha capito come funziona la testa delle donne, ma avrebbe dovuto applicare questo suo talento alla storia e i suoi personaggi, che non sono riusciti a decollare.