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lunedì 22 dicembre 2014

Perché dare un'occasione al Ragazzo Invisibile e non pentirsene.


Anni. Sono anni che vado al cinema a guardare tutti i nuovi film della Marvel o della DC Comics, pensando ogni volta a quanto sarebbe bello poter avere un'occasione in Italia per dare il contributo al genere, avere qualche persona desiderosa di rischiare abbastanza da dare vita a un film che possa magari lanciare un nuovo franchising tutto made in Italy e dare nuova linfa alle sale italiane e alla fantasia e talento dei nostri registi, sceneggiatori, attori e chi più ne ha, più ne metta.
Anni e anni di attesa, ma finalmente la barriera è stata abbattuta, il tentativo è riuscito e Il Ragazzo Invisibile è dal 18 Dicembre in tutte le sale italiane, per la gioia dei più speranzosi e per sorprendere i più scettici.



Il film è di Gabriele Salvatores, un nome che, accanto a "un'azzardata" di questo tipo, non poteva che fare bene alla credibilità del film e dell'intera produzione. Devo ammetterlo: ero scettica. Ero una delle persone più scettiche di questo Paese, ma anche una delle più speranzose! Speravo questo film potesse conquistarmi, dimostrare di avere "quel qualcosa" e poter colpire lo spettatore - in senso buono, ovviamente. E lo ha fatto? Per fortuna sì, ha saputo colpirmi, ha saputo lasciarmi qualcosa... Compreso il desiderio di vedere presto nelle sale il sequel a cui, per fortuna, il film sembra poter alludere.


Sono tanti i rischi di cui Il Ragazzo Invisibile ha accettato di prendersi carico. Principalmente, l'idea di un film sui supereroi made in Italy mi ha sempre un po' terrorizzata, perennemente convinta del fatto che potesse rivelarsi un glorioso fallimento, un misto tra un cinepanettone e quegli orrendi film splatter che l'America ci rifila ogni tre per due. Sono rimasta da questo punto di vista, invece, gloriosamente soddisfatta, davanti a una produzione invidiabile, attori capaci e credibili (credetemi, avevo certi pregiudizi che farebbero tremare le peggiori malelingue) e una storia che attinge al mondo dei supereroi che già conosciamo ma senza strafare, lasciandovi un tocco di cinema europeo che non avevo mai visto in un film di questo tipo ma che a conti fatti è calzato a pennello, rendendo a suo modo unico Il Ragazzo Invisibile. Perché ci sta un pizzico di ironia, ci stanno i grandi ideali... Ma il modo in cui questi vengono rappresentanti "fanno" il film e in questo caso lo distanziano enormemente dai supereroi che già conosciamo, rendendolo un prodotto made in Italy su cui si può lavorare, da cui si può far partire qualcosa - qualcosa che penso serva al nostro cinema, così come alla nostra televisione. Sto parlando di un franchising, forse, che promette anche dalla graphic novel che probabilmente acquisterò e si trova già su siti come Amazon. Sicuramente c'è del materiale perché, per fortuna, gli sceneggiatori del Ragazzo Invisibile non si sono lasciati sfuggire l'occasione di seminare idee che potrebbero servire per tante interessanti iniziative e produzioni. Tutto materiale che ha bisogno solo di una piccola spinta dai livelli alti, quelli "imprenditoriali", e dalla creatività nostrana per dare il meglio di sé.

sabato 28 giugno 2014

Pagine tra Piccolo e grande schermo: The DUFF


Ogni tanto ci ritroviamo con nuovi adattamenti televisivi o cinematografici di romanzi che ci hanno, in un modo o nell'altro, appassionato. Stavolta non fa differenza: sono giunta da poco a conoscenza di un adattamento cinematografico che arriverà nelle sale nel 2015 e che si baserà sulle pagine di un libro che ho apprezzato non poco, di un'autrice molto brava a descrivere le vite degli adolescenti e particolarmente convincente nel coinvolgere i lettori.
Il libro in questione è The DUFF, di Kody Keplinger di cui potete trovare la mia recensione cliccando qui. 


La trama è stata modificata, com'è spesso prevedibile quando si parla di adattamenti, ed è attualmente questa (scritta dalla CBS):

Bianca è una normale liceale all'ultimo fino a quando il suo mondo non viene distrutto con la scoperta del nome assegnatole dagli altri studenti: la DUFF (Designated Ugly Fat Friend) del suo gruppo di amiche più carine e popolari di lei.Ora, nonostante i consigli del suo insegnante preferito, Bianca metterà da parte le distrazioni causate dalla sua cotta, Toby, e sceglierà Wesley, viscido ma affascinante, per reinventarsi. Per salvare l'ultimo anno di liceo dal diventare un disastro totale, Bianca dovrà trovare il coraggio necessario per sfidare la creatrice di quelle spietate etichette, Madison, e ricordare a tutti che nonostante l'aspetto o i modi di fare, siamo tutti dei DUFF.

Modifiche, modifiche, modifiche. Ammetto che adattare un romanzo come The DUFF senza aggiungere modifiche sarebbe stato abbastanza assurdo. Non presenta molti avvenimenti - è più un viaggio dentro la testa di Bianca e il suo riscoprire se stessa, bello da leggere grazie al punto di vista super-cinico della protagonista e Wesley, ma impossibile da rendere su schermo senza inglobarlo in una storia più ampia.
Il problema? Inglobare libri di questo genere in una storia più ampia è un modo come un altro per prendere i personaggi e usarli in contesti completamente diversi. Verrebbe quasi da chiedersi quale sia il senso di adattare un romanzo se quel che si desidera alla fin fine è solo averne il nome. Evitare di sforzarsi per creare sceneggiature originali? Qualcosa mi dice che c'entri più il fatto che chi si occupa di questi adattamenti voglia accaparrarsi il fanbase del libro per assicurarsi incassi gratuiti, anche di fronte alle solite porcherie cinematografiche.

domenica 16 marzo 2014

Cartoomics 2014: una giornata tra fumetti, cosplay e cinema!

Sabato 15 Marzo 2014, si apre alle 9:30 l'ingresso alla seconda giornata del Cartoomics, la fiera milanese dei nerd movie comics & games che si tiene anche oggi a Rho (Fieramilano), per l'ultimo giorno.
Ore 9:40 circa, grazie all'intervento di una mia amica mi accorgo che, con un biglietto in prevendita, è possibile richiedere un biglietto per l'anteprima di Capitan America: The Winter Soldier, che si sarebbe tenuta quella sera. Acquisto il biglietto online e insieme ci precipitiamo alla fiera del fumetto - la mia prima fiera, lo ammetto! Decise a trascorrere una giornata in perfetta adorazione di... beh, tutto.

.Arrivo
Arriviamo a Rho intravedendo vari cosplay persino in metropolitana, l'emozione mi ammazza e nel momento in cui metto piede all'ingresso della fiera, mi rendo conto che sto per entrare nel magico mondo della gente migliore dell'universo. Sono tutti nerd quelli che vedo e sento, o almeno in gran parte! Tutti che parlano di fumetti, videogiochi, film, libri - è un susseguirsi di discorsi fighi e a cui vorrei prendere parte e gente che morirei pur di conoscere perché prima di ieri non avevo mai visto così tante persone così tanto perfette in uno stesso posto.
Just saying.


Segue la corsa verso il biglietto di Capitan America e il successivo sollazzo tra i vari stand - fighi anche quelli -, tra fumetti di ogni genere, gashapon, collezioni, cosplayer e chi più ne ha più ne metta. Affogo nell'esaltazione. Ho sempre desiderato fare un salto al Lucca Comics ma, puntualmente, ogni fine Ottobre finisco per dover fare altro e non riesco ad andare... il Cartoomics è stato un ottimo modo per immergermi nel mondo delle fiere e costringermi a dirigermi a Lucca il prossimo anno.
Ossia quest'anno.
LOL.
Ma, continuando...

.Gli stand
Gli stand erano pressoché divisi in tre sezioni: una dedicata ai giochi di ruolo, videogiochi, carte, etc. La seconda era dedicata ai fumetti, fumettisti, editori (come Star Comics, Panini, GP, etc) e l'ultima, dedicata ai fan, con le zone apposite per gli amanti di Star Trek, di Batman, di Ghost Busters e molti altri, insieme con il palco su cui si è tenuta la sfilata dei cosplayer.
L'esaltazione era a quel punto arrivata a livelli inverosimili, nel caso non l'aveste capito. Ho avuto modo di fermare più cosplayer per chiedere una foto, e ho anche scambiato quattro chiacchiere con alcuni di loro! Gente simpaticissima, di quelle che rimangono impresse insieme con la giornata a dir poco portentosa.
Un paio di foto prese alle mostre...

Charlie Brown alla mostra su Linus!
Il primo volume di Topolino!









domenica 15 dicembre 2013

Dicembre tra Hobbit e Regine di ghiaccio.

Cari lettori,
Oggi è il 15 Dicembre e tutto quello che ho per la testa (escludendo lo studio, lo studio e lo studio in vista della prossima sessione di esami), sono come al solito i libri e... il cinema.
Sì, il cinema. Quanti film escono questo Natale che vorremmo vedere? E non sto parlando dei cine-panettoni (per carità, sparatemi piuttosto), ma delle decine di trasposizioni/nuovi film che desidero follemente vedere! Perché è tempo di catapultarsi nelle sale almeno una volta alla settimana, ed è tempo di farlo con i cappellini della Disney e le bandierine di Lo Hobbit.

Lo Hobbit, aspettami!


Ho apprezzato il primo movie nonostante le varie critiche sulla rete per via della poca attinenza ai libri. In fondo è, per l'appunto, una trasposizione, e raramente questo simboleggia la buona riuscita del film (ciao Catching Fire, La ragazza di fuoco, tu eri e sei meraviglioso <- andatelo a guardare!). Guarderò anche questo e mi aspetto molto in quanto a effetti speciali e personaggi. Speriamo che le mie aspettative non risultino vane!

Frozen, let me love you!


Nominato al Golden Globe come miglior film d'animazione e per miglior canzone originale (a fianco ad Atlas dei Coldplay per Catching Fire! <- ossessionata, sì) con Let It Go, di Idina Menzel. Non mi stupirò se i premi continueranno a fioccare, e aspetto con ansia di sapere di più - intanto lo andrò a vedere non appena raggiungerà i cinema nostrani il 19 Dicembre, perché io e la Disney non andiamo solo d'accordo: la nostra è una relazione stabile e meravigliosa.
Sapevate? Qualcuno ha persino detto che sia il miglior film della Disney da oltre vent'anni!