È giunta. È giunta la fine della saga Black Friars anche per me, e anche io sono arrivata a soffrire con tutti quei poveri lettori che dopo aver letto i romanzi di Virginia De Winter ne sono rimasti totalmente stregati, così tanto da non riuscire più a fare altro che pensare alla prontezza di spirito di Bryce, alla perfezione di Sophia e Gabriel (la SOPHIEL, per gli amici) e il mio adorato Stephen Eldrige.
Sì, io lo amo anche se non mi ricambierà mai.
Nell'Ordine della Croce tutti i punti della trama intessuta finemente dalla De Winter hanno trovato una conclusione. A partire dalla storia con cui siamo entrati nel mondo della Vecchia Capitale, quella di Eloise e Axel, fino ad arrivare a quella che abbiamo imparato ad amare (perché è così), di Sophia e Gabriel. Mi dispiace solo per il mausoleo di Bryce che tutt'ora non ha trovato una conclusione, che spero però raggiunga in qualche altro seguito *coff coff* messaggi subliminali verso la De Winter *coff coff*.
Nella Croce molte storyline sono maturate. Alcune hanno trovato una conclusione, come quella della Rivolta e della misteriosa e affascinante figura di Clarisse Granville e i suoi due amici di infanzia Nassar Stuart e De Plessy. Se infatti eravamo già venuti a conoscenza di alcuni dei più importanti tasselli del puzzle, adesso il tutto si è concluso chiarendo ogni minimo dettaglio. Cosa era successo quella notte? Chi aveva realmente scatenato il Presidio? Sottolineo anche l'approfondimento del Granducato di Nalvalle, che vorrei tanto - così tanto - rivedere in futuro, magari con il permesso della De Winter di leggerne i dettagli più affascinanti. Anche i vampiri Blackmore hanno fatto ancora una volta la loro comparsa con tutta la comitiva al seguito, riscaldandomi l'anima da lettrice e soddisfacendo la fame di Studium.








